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27 dicembre 1908: qui comincia l'avventura...
Un secolo fa incominciava l'avventura del capostipite italiano dei giornali per ragazzi. E per quasi un secolo il "Corrierino" ha continuato a far sognare milioni di bambini, rinnovandosi e fornendo un prodotto di qualità elevatissima..
Il grande primato dei Corriere dei Piccoli
Il Corriere dei Piccoli è il periodico dedicato all’infanzia più longevo d’Italia. Fondato dal giornalista e scrittore Silvio Spaventa Filippi, su un progetto della pedagogista e scrittrice Paola Lombroso, esce in edicola a partire dal 27 dicembre 1908 e vi rimane fino al 15 agosto 1995, per riapparire temporaneamente – sparendo poi per sempre – come supplemento il 30 gennaio 1996. Nel corso della sua quasi centenaria vita editoriale, il settimanale del Corriere della Sera è spesso riuscito a proporre formule sempre differenti per comunicare con i più giovani. Già al suo primo apparire conquista una posizione di preminenza sulle altre testate italiane dedicate ai bambini. Punto di forza del Corrierino, come spesso è affettuosamente chiamato dai suoi lettori, è l’idea di introdurre come presenza regolare e sistematica, i racconti disegnati in vignette: si impone l’idea di un giornale che abbandona la formula dei periodici ottocenteschi per bambini incentrati sul racconto letterario (sebbene talvolta accompagnato da illustrazioni). La formula del Corriere dei Piccoli, secondo cui è il fumetto a fare la differenza, tramite racconti di una sola pagina con didascalie in rima (invece che balloons o “nuvolette” di dialogo), si cristallizza almeno fino al 1950, e darà il passo all’editoria illustrata, al fumetto e all’immaginario per ragazzi di numerose generazioni.

Il Corriere dei Piccoli è spesso acquistato dai genitori, lettori dello storico quotidiano Corriere della Sera, che lo introducono ai più giovani confidando anche sulla credibilità pedagogica, talvolta persino perbenista, della testata-madre. Dietro alle maschere buffe e innocenti di alcuni character, e dietro alla pedagogia diffusa di molte storie e rubriche, tuttavia i giovani lettori troveranno spazio anche candide trasgressione ribellioni e uno sfrenato divertimento legato alle avventure, alle invenzioni e alle fantastiche figure create nel corso dei decenni. Durante le molte stagioni della sua esistenza il Corriere dei Piccoli si affida, per i contenuti letterari, a illustri scrittori quali Elsa Morante, Grazia Deledda, Guido Gozzano, Dino Buzzati, Gianni Rodari, Renato Simoni e perfino al papà di Tex Willer, Gian Luigi Bonelli. Mentre, per quanto concerne i fumetti, il settimanale milanese dà spazio alle serie di grandi autori americani di comics umoristici tra i quali Richard Felton Outcault, Frederick Burr Opper, Winsor McCay, George McManus e Pat Sullivan, e di molti artisti italiani, come Antonio Rubino, Attilio Mussino, Sergio Tofano e, dalla fine degli anni Venti, Bruno Angoletta e Carlo Bisi.



Il primo numero del Corriere dei Piccoli (1908)

 

 

 

 



La prima tavola di Bilbolbul sul Corriere dei Piccoli n. 1 (1908)



Corrierino n. 4467 del 30 Gennaio 1996. È l’ultimo numero in edicola della gloriosa testata.

  Nei quarant’anni successivi il periodico cerca nuove strade adeguando progressivamente i suoi contenuti ai mutati gusti del pubblico, ma mirando sempre a confezionare un giornale di qualità sia letteraria che artistica, grazia a firme italiane come Mino Milani o Grazia Nidasio. A partire dai primi anni Sessanta l’innovazione si estende alla pubblicazione di serie a fumetti di produzione franco-belga come per esempio Lucky Luke, Dan Cooper, Spirù e Fantasio e, sul finire della decade, all’introduzione di prestigiosi maestri italiani quali Dino Battaglia, Hugo Pratt, Sergio Toppi e Mario Uggeri. Dagli anni Settanta, complice la televisione, il contenuto della pubblicazione si modella su quello dei palinsesti televisivi dedicati ai ragazzi. Non è un caso, quindi, che le pagine del Corrierino ospitino anche le versioni a fumetti delle serie a cartoni animati di produzione giapponese.





Testo a cura del Museo del Fumetto e dell’Immagine di Lucca

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